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Una nuova sede per il Centro Antiviolenza “Il Nido di Ana”

Dopo alcune settimane di disagio, a causa della inagibilità dei locali in p.zza Angelucci (RI), è stata assegnata in via provvisoria, una nuova sede per il Centro Antiviolenza "Il Nido di Ana" gestito dall'associazione "Il nido di Ana - ODV", grazie alla...

Tesseramento “Il Nido di Ana” 2023

Carissime, anche quest’anno è aperto il tesseramento. Desideriamo ringraziarvi per il sostegno che avete dato a “Il Nido di Ana – ODV” nel 2022, anche quest’anno abbiamo svolto molte attività. Per questo continuiamo a contare sulla vostra partecipazione ed appoggio,...

Fai domanda di Servizio Civile al Centro Antiviolenza “Il Nido di Ana”

Fai domanda di Servizio Civile al Centro Antiviolenza "Il Nido di Ana": Libere di essere Hai tempo per inviare la tua domanda fino alle ore 14:00 del 10 febbraio. Per info: www.volontariatolazio.it

È stato attivato uno Sportello Antiviolenza

È stato attivato questa mattina presso il Consultorio della Asl di Rieti, in via del Terminillo 42 (blocco 5), uno Sportello Antiviolenza rivolto a donne e minori vittime di violenza. All'interno dello sportello è attiva una "Equipe rosa" composta da personale del...

Vaccinati! …contro ogni confine

Aderisci al progetto di Servizio Civile al Centro Antiviolenza "Il nido di Ana" Per 12 mesi, 25 ore a settimana, un gruppo di 4 giovani donne potrà seguire la vita dell'associazione CAPIT RIETI, affiancare le operatrici e collaborare a tutte le attività e i servizi...

Ringraziamo lo Studio Dentistico Anaclerico

Vogliamo pubblicamente ringraziare lo Studio Dentistico Anaclerico per averci fatto parte della “Festa di Natale” presso il Piccolo Teatro dei Condomini. Fra i due atti della commedia abbiamo avuto l’opportunità di parlare del Centro Antiviolenza “Il Nido di Ana” nel...

Contattaci

+39 0746 280512

Il Nido di Ana - Centro Antiviolenza Rieti

Dove siamo

P.zza V. Emanuele II, 17/d – Rieti

Per molte donne la violenza è pane quotidiano

01/11/2016

In occasione del 25 Novembre “Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, il Centro Antiviolenza “Il nido di Ana”,patrocinato dal Comune di Rieti e l’Assessorato alle Politiche Socio Sanitaire, in collaborazione con il Centro Commerciale Perseo, il Conad Superstore, lancia la campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne: “PER MOLTE DONNE LA VIOLENZA È PANE QUOTIDIANO. AIUTACI A COMBATTERLA!” L’iniziativa prevede la realizzazione di sacchetti di pane per sensibilizzare tutti i cittadini al tema della violenza contro le donne. Per ogni sacchetto di pane acquistato allo stand, presso il Centro Commerciale Perseo, verrà devoluto 1€ al Centro Antiviolenza di Rieti “Il nido di Ana”. La campagna avrà inizio venerdì 25 novembre e si protrarrà sino al 27 Novembre, sarà possibile acquistare i sacchetti di pane dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 fino alle 19:00.
L’idea della campagna nasce dalla considerazione che il pane è un alimento base, che arriva nelle case di tutte le famiglie e che pertanto può veicolare uno slogan contro la violenza sulle donne e l’esistenza di servizi di aiuto che, garantendo l’anonimato, favoriscono l’attivazione di percorsi di fuoriuscita dalla violenza. La violenza sulle donne è infatti una realtà diffusa anche sul nostro territorio, ma spesso sommersa proprio perché avviene là dove esse portano il pane quotidiano, la loro casa. La violenza sulle donne riguarda tutti noi, anche chi non ne è coinvolto in prima persona. Si tratta di un fenomeno endemico, che contagia tutti a causa della sua diffusione. È nella società, nelle relazioni tra uomini e donne, nella quotidianità della vita familiare e di coppia che occorre indagare per trovare i semi della violenza. Semi che attichiscono ovunque e non solo nei contesti più poveri o precari. Sui sacchetti sarà presente il numero del Centro Antiviolenza di Rieti “Il nido di Ana”, 0746/280512. Tutti i servizi sono offerti a titolo gratuito da personale qualificato nel rispetto della privacy.

Che cos’è la violenza di genere?

Gli articoli 1 e 2 della Dichiarazione Onu sull’eliminazione della violenza contro le donne prevede la seguente definizione:
Ai fini della presente Dichiarazione l’espressione “violenza contro le donne” significa ogni atto di violenza fondata sul genere che abbia come risultato, o che possa probabilmente avere come risultato, un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, che avvenga nella vita pubblica o privata.
La violenza contro le donne dovrà comprendere, ma non limitarsi a, quanto segue:
a) La violenza fisica, sessuale e psicologica che avviene in famiglia, incluse le percosse, l’abuso sessuale delle bambine nel luogo domestico, la violenza legata alla dote, lo stupro da parte del marito, le mutilazioni genitali femminili e altre pratiche tradizionali dannose per le donne, la violenza non maritale e la violenza legata allo sfruttamento;
b) La violenza fisica, sessuale e psicologica che avviene all’interno della comunità nel suo complesso, incluso lo stupro, l’abuso sessuale, la molestia sessuale e l’intimidazione sul posto di lavoro, negli istituti educativi e altrove, il traffico delle donne e la prostituzione forzata;
c) La violenza fisica, sessuale e psicologica perpetrata o condotta dallo Stato, ovunque essa accada.
Anche se la violenza fisica è la più facile da riconoscere, con l’espressione violenza di genere si indicano tutte quelle forme di violenza da quella psicologica e fisica a quella sessuale, dagli atti persecutori del cosiddetto stalking allo stupro, fino al femminicidio.
Grazie all’introduzione nel 2009 del reato di atti persecutori-stalking, che si configurano in ogni atteggiamento violento e persecutorio e che costringono la vittima a cambiare la propria condotta di vita, fino alla legge sulle “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere”, la giurisdizione ha dato segnale di rafforzamento della tutela e del sostegno a donne e minori vittime di violenza. Con la Convenzione di Istanbul (2011), primo strumento internazionale giuridicamente vincolante sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica si è sancito il riconoscimento della violenza sulle donne come forma di violazione dei diritti umani e di discriminazione.
LA SPIRALE DELLA VIOLENZA
La violenza domestica nasce all’interno di quello che per la donna è un rapporto di amore e fiducia, molto spesso non si caratterizza subito con i maltrattamenti di tipo fisico, ma intenzionalmente vengono messe in atto violenze di tipo emotivo e psicologico meno evidenti, più subdole. La violenza psicologica viene definita dalle donne stesse, come molto più dolorosa della violenza fisica e comprende tutti quei comportamenti che ledono la dignità e l’identità come:
La svalorizzare continua delle donna tramite attacchi verbali come l’insulto, la molestia verbale, la derisione, la denigrazione, tutto ciò che tende a minare l’autostima finalizzato a farle credere di “non valere nulla”, per meglio tenerla sotto controllo.
L’isolamento. Allontanarla dalle relazioni sociali di supporto, impedirle il più possibile di trovare sostegno da persone terze per renderla sempre più sola e limitare la possibilità di perdere il controllo su di lei.
Limitazione dell’utilizzo di internet e social networks.
Controllo eccessivo, gelosia morbosa e ingiustificata, accuse ripetute di infedeltà e controllo delle sue frequentazioni
Indurre un continuo stato di ricatto emotivo, minacce verbali di abuso, aggressione o tortura nei confronti della donna e/o la sua famiglia, i figli, gli amici. Minacce di abbandono, divorzio, inizio di un’altra relazione se la donna non soddisfa determinate richieste
Provocare uno stato di ansia e timore continuo tramite anche danneggiamento o distruzione degli oggetti di proprietà della donna o tramite minacce di violenza su figli, parenti o animali cari alla donna.
La spirale della violenza nasce dal racconto di molte donne. I meccanismi e le fasi che caratterizzano la violenza di genere seguono un andamento ciclico. Le fasi dell’intimidazione, dell’isolamento, della svalorizzazione, della violenza fisica, della violenza economica, della violenza sessuale, delle false riappacificazioni e del ricatto dei figli, si presentano non sempre tutte e non sempre in quest’ordine ma rendono bene un quadro generale dell’andamento della violenza domestica. Come un vortice che trascina giù, questa spirale di comportamenti messi in atto da un uomo violento il quale agisce sempre consapevolmente e volontariamente la violenza sulla donna, ostacola la presa di coscienza e il percorso di allontanamento dalla violenza. Non esiste una donna vittima di violenza-tipo, numerosi studi confermano che la violenza domestica interessa donne di ogni età ed estrazione sociale.
ci vuole coraggio, ci vuole volontà e determinazione. Chiedere aiuto per ritrovare noi stesse, e riprenderci il controllo della nostra vita.